• Corriere della luna

    Una giornata come le altre!

    Stamattina, arrivando alla cucina, c'era sul tavolo un foglio di carta : « Passare da Alice o da Fiorano, strade libere dalle neve ». La nostra reggente, ma sì, la cowgirl che sfodera più rapidamente della sua ombra... il suo telefono portatile, Vongola, il nostro angelo custode, ci dava questa preziosa notizia.

    Verso le 9, doveva arrivare lo squadra Newlife per i lavori! È venuta, soltanto Gordana, la Croata, mentre gli altri avevano da fare altrove. Cosi Lemming aveva pensato che Gordana avrebbe potuto tagliare alcuni spinaci nani nella serra per il pranzo, poi scegliere le patate che restano e che cominciano seriamente ad invadere il locale sotto la scala, a forza di germogliare. Dopo, passare in cucina per dare una mano, prima di tornare a Casa del Lago per preparare il loro pranzo.

    Perché a Casa del Lago, il cambamento è continuo, quelli che arrivano, quelli che partono perché hanno finalmente un nucleo di legame, quelli che ritornano per una visita, quelli che modificano i piani. Si, Pinguino che gestisce l'ospitalità ha talvolta difficoltà a sapere quale camera è occupata e per chi? In questa dinamica, questi newlifes, talvolta, si muovono di testa loro! Casa del Lago, un nucleo in movimento...

    Verso mezzogiorno, mentre Lemming si metteva a preparare un risotto ai frutti di mare (aveva tagliato già le cipolle), qualcuno della salute lo chiama sul suo portatile. Bisogna portare all'ospedale, un newlife chi si è ferito ad un occhio nel bosco. Allora Lemming ha lasciato il suo risotto in sospeso. Perchè hanno pensato che solo da Porta della Luna si dovesse intervenire ?

    Al pomeriggio, una coppia di giovani greci si presenta alla porta, Rula e Alessandro. Vogliono un lenzuolo in più per un letto. Ma sì, anchè la lavanderia gira in continuazione. Li accolgo " Benvenuta la Grecia ." Un lenzuolo di disotto o un lenzuolo di disopra? Come si dice in italiano?

    Parla un poco italiano, con le parole di spagnolo ed egli visibilmente se ne uscirà meglio con l'inglese. E poi i gesti, ciò aiuta! Una bella ginnastica per lo spirito tutte queste lingue, queste persone, queste differenze...

    Sta sera, Naga e Fringuello vanno a cenare con i nostri ospiti. È un'avventura, qualcuno parla italiano ma non tutti, qualcuno parla inglese ma non tutti, per fortuna, non c'è che la parola per comprendersi.

    Ma per essere sicuro di essere compreso, soprattutto quando si tratta di un servizio che si chiede alla persona, è più prudente fare ripetere o dimostrare ciò che l'altro ha sentito o crede di avere compreso... un certo pesco ve lo dirà, non avrà frutto questo anno.

    Allora, cari damanhuriani, per vivere veramente l'esperienza newlife, dal lato damanhuriano, volete un cambiamento di nucleo, per alcuni giorni?

    Con voi

    Christiane Kolly

    6 mars 2011


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  • Bonjour,

    Après mûres réflexions, j'ai décidé que mon chemin continuerait ailleurs pour l'instant. Peut-être plus tard, si vous avez une place pour moi, ou lors de vacances, j'aurai encore la joie de vous voir.

    Maintenant je vais vous dire ce que j'ai aimé en vous.

    porta della lunaAlbanella, j'ai aimé tes pâtes fraîches et tes travaux au crochet, mais aussi ta secrète capacité d'être une bonne amie.

    Ares, j'ai aimé la candeur de tes yeux, ton cadeau de Noël et l'amour que tu portes à ta maman.

    Aythya, j'ai aimé ta créativité bien sûr, tes couleurs et ton esprit d'entreprise.

    Cavalluccio, j'ai aimé ton coté jardin, la belle candeur dont tu es capable et ton regard direct et franc.

    Cicala, j'ai aimé ton humeur quasi toujours bonne, mais comment fais-tu ? Et la volonté de vivre que tu as !

    Dora, j'ai aimé ta beauté, ton rire et ta volonté.

    Elder, j'ai aimé parler français avec toi, ta discrétion et la connivence que tu as si aimablement partagée avec moi.

    Fringuello, une âme soeur je pense, j'ai aimé ton énergie extraordinaire, ta capacité de donner sans compter, et ta belle voix grave.

    Gibbone, j'ai aimé les objets que tu crées, ta galanterie et peut-être même ton côté macho qui aime bien se faire servir et qui paie pour cela.

    Lemming, l'homme que beaucoup de femmes prennent comme exemple de mari, j'ai aimé ton incommensurable serviabilité, ton humeur égale, ta non moins incommensurable gentillesse.

    Lemure, j'ai aimé tes clins d'oeil, ta réserve et ton amour pour ta femme.

    Lontra, merci, tu m'as fait rire souvent, oui j'ai aimé le clown, mais aussi la profondeur de l'homme qui se cache derrière, sa culture et sa bonne éducation.

    Lorenzo, j'ai aimé tes beaux yeux, ton intelligence et tes perfections. N'oublie pas d'être imparfait, n'oublie pas d'être un enfant.

    Naga, j'ai aimé tes beaux yeux aussi, ton côté guérisseuse, ta discrète volonté de propreté dans la maison.

    Orango, l'homme invisible, j'ai aimé tes couleurs, tes histoires drôles, la couleur de tes cheveux.

    Pinguino, ma soeur, j'ai aimé ta grande générosité, ta serviabilité, et ton grand coeur.

    Spigola, j'ai aimé la douceur de ta peau quand tu m'embrassais, ton parfum et ta démarche de reine.

    Stella, oui, je porterai souvent mes perles. J'ai aimé ta coiffure d'égyptienne, ta capacité de communiquer clairement, ton côté pythie.

    Sterna, j'ai aimé ton cadeau de Noël, ta discrète sollicitude, le choix minutieux de tes aliments. Rester une enfant c'est tentant, mais une vie de femme !

    Struzzo, j'ai aimé ton si beau côté paternel, ta discrétion et ta générosité.

    Teodoro, j'ai aimé ton goût pour le beau, tes danses et tes beaux costumes.

    Vongola, la femme la plus rapide de l'ouest, j'ai aimé ton énergie inépuisable, ton sens de la communication, ton rire de gamine.

    Voilà, je vous ai aimés et vous porterai toujours dans mon coeur.

    Con voi.

    Christiane


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  • Buorgiorno, con voi,

    Dopo mature riflessioni, ho deciso che la mia strada continuerebbe altrove per l'istante. Forse più tardi, se avete un posto per me, o per le vacanze, avrò ancora la gioia di vedervi.

    Adesso vado a dirvi ciò che ho amato in voi.

    Albanella, ho amato le tue paste fresche ed i tuoi lavori all'uncino, ma anche la tua segreta capacità di essere una buona amica.

    Ares, ho amato il candore dei tuoi occhi, il tuo regalo di Natale e l'amore che porti alla tua mamma.

    Aythya, ho amato certamente la tua creatività, i tuoi colori ed il tuo spirito di impresa.

    Cavalluccio, ho amato la tua parte « giardino », il bel candore di cui sei capace ed il tuo bel sguardo diretto.

    Cicala, ho amato il tuo umore quasi sempre buono, ma come fai ? E la tua volontà di vivere !

    Dora, ho amato la tua bellezza, il tuo sorriso e la tua volontà.

    Elder, ho amato parlare francesi con te, la tua discrezione e la connivenza che hai diviso così cortesemente con me.

    Fringuello, un'anima gemella, penso, ho amato la tua energia straordinaria, la tua capacità di dare senza contare, e la tua bella voce grave.

    Gibbone, ho amato gli oggetti che crei, la tua galanteria e forse anche il tuo lato macho che ama farsi servire e che paga per ciò.

    Lemming, l'uomo che molte donne prendono come esempio di marito, ho amato la tua incommensurabile compiacenza, il tuo umore uguale, la tua non meno incommensurabile cortesia. È che cosa... i tuoi difetti ?

    Lemure, ho amato i tuoi strizzatina d'occhio, la tua riserva ed il tuo amore per la tua donna.

    Lontra, grazie, mi hai fatto ridere spesso... Sì ho amato il clown, ma anche la profondità dell'uomo che si nasconde dietro, la sua cultura e la sua buona educazione.

    Lorenzo, ho amato i tuoi occhi belli, la tua intelligenza e le tue perfezioni. Non dimenticare di essere imperfetto, non dimenticare di essere un bambino.

    Naga, ho amato anche i tuoi occhi belli, il tuo lato guaritrice, la tua discreta volontà di pulizia nella casa.

    Orango, l'uomo invisibile, ho amato i tuoi colori, le tue storie divertenti, il colore dei tuoi capelli.

    Pinguino, mia sorella, ho amato la tua grande generosità, la tua compiacenza, ed il tuo grande cuore.

    Spigola, ho amato la dolcezza della tua pelle quando mi baciavi, il tuo profumo ed il tuo passo di regina.

    Stella, si, porterò spesso le mie perle. Ho amato la tua pettinatura di egiziana, la tua capacità di comunicare chiaramente, il tuo lato pitia.

    Sterna, ho amato il tuo regalo di Natale, la tua discreta sollecitudine, la scelta scrupolosa dei tuoi alimenti. Restare un bambino questo è allettante, ma una vita di donna ?

    Struzzo, ho amato il tuo così bel lato paterno, la tua discrezione e la tua generosità.

    Teodoro, ho amato il tuo gusto per il bello, le tue danze ed i tuoi abiti da gioccare.

    Vongola, la donna la più veloce dell'ovest, ho amato la tua energia inesauribile, il tuo senso della comunicazione, il tuo sorriso di ragazzina.

    Ecco, vi ho amati e vi sempre porterò nel mio cuore.

    Con voi.


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  • Les libellules de Laïla

    Elle est là pour une semaine. Ce n'est pas sa préférence, elle aime tellement sa maman. Mais voilà, quand on travaille et qu'on est aussi mère, il faut trouver des solutions. Pour mon plus grand bonheur de grand-mère, la solution c'est moi.

    Quel poème cette petite fille. Elle a 5 ans. Elle adore se rendre utile. Alors, la vaisselle, l'aspirateur, la poussière, ce sont là des occupations qu'elle trouve extraordinaires, c'est comme un jeu pour elle...

    Il ne faut pas qu'elle s'ennuie, alors je lui présente une fillette du quartier.

    • Non, non, je ne veux pas y aller...

    Mais après quelques minutes, elles sont devenues les meilleures amies du monde, comme savent le faire les enfants, sans se poser de question, juste parce que ça fait du bien d'être deux, ou trois, ou quatre pour inventer des jeux, des histoires...

    Si bien qu'un après-midi, alors qu'elle était partie depuis quelques instants rejoindre son amie, je jette un coup d'oeil dehors et ne la vois plus... Je l'appelle, pas de réponse... Elle doit être très occupée par ses jeux, elle va réapparaître dans un moment...

    Plus tard, après avoir appelé, appelé encore et encore, je commence sérieusement à m'inquiéter... Je me rassure en me disant que, dans ce chemin en cul-de-sac où j'habite, dans la campagne fribourgeoise, il ne peut rien lui arriver. Il n'y a jamais eu d'enlèvement d'enfant dans le coin. Je me dis qu'elle doit être quelque part, tellement présente à ses jeux et à ses nouveaux amis, qu'elle en oublie tout le reste.

    Je fais le tour du quartier, en m'égosillant à force de crier son nom. J'élargis le cercle, ce qui m'amène de l'autre côté de la maison d'en face. Et là, finalement, elle m'entend et arrive en courant, avec cet air un peu craintif de celle qui a fait une bêtise...

    Je lui explique...

    • J'ai eu très peur... Il faut me dire où tu vas ! Je m'inquiète !
      J'ai cru que tu étais perdue...

    Mais je suis si contente de la retrouver que j'oublie rapidement l'incident. Je suis la grand-mère, ce n'est pas à moi de l'éduquer, alors je décide de ne vivre que le meilleur avec elle.

    Quand elle arrive à la maison, la première chose qu'elle fait, elle va dans mon armoire à chaussures et m'emprunte une paire d'escarpins en cuir verni noir. Elle fait des kilomètres dans la maison, en maillant son petit derrière, une lolita miniature. Elle s'enroule dans tout ce que j'ai comme écharpe, pashmina, foulard et autre paréo.

    Laïla a du style, du rythme, de l'allure... De grands yeux bleus, une magnifique et solide chevelure blonde, et pour la rendre spéciale, unique, une pluie de tâches de rousseur autour de son petit nez en trompette. Grande pour son âge, élancée, elle est gracieuse et souple. Elle aime qu'on la regarde et trouve toutes sortes de combines pour se faire remarquer. Et là, moi, la grand-mère, je suis aux anges de regarder cette perle.

    Un après-midi, nous décidons d'aller marcher... Grimace d'abord, elle voulait voir ses copines... mais finalement elle se laisse convaincre. Nous prenons le chemin Sainte-Anne, en-dessous de là où je réside. Nous marchons un bon kilomètre direction sud-ouest. Elle commence à ronchonner... Marcher, ça n'est pas drôle...

    Pourtant les enfants, quand ça leur plaît, sont capables de très gros efforts. Ça me rappelle un ou deux hivers plus tôt. Nous avions marché près de deux kilomètres pour arriver à la fontaine, au sommet de Villarsiviriaux, en longeant la route du Résevoir, le lieu-dit Commun d'Avau pour ensuite partir à gauche vers la forêt. C'était l'hiver, je traînais un luge et Laïla, parfois un peu fatiguée, montait dans la luge. Il faut dire que le dernier bout, ça monte raide. Alors je lui disais :

    • C'est trop dur, moi aussi je suis fatiguée...

    et elle recommençait à marcher...

    Arrivées au bord du bois, nous avons bu un peu d'eau à la fontaine... et puis hop dans la luge pour une descente de deux kilomètres. Elle était fascinée, elle criait, riait, battait des bras, grisée par la vitesse, par tout ce blanc, cette belle nature où il n'y avait jamais, quasi jamais personne, pas de traces de sel ou de gravier, juste de la neige, encore de la neige, toujours de la neige, battue sur cette petite route.

    • Encore.

    Arrivées en bas, elle a tout de suite repris le chemin de la montagne.

    • D'accord, on y va.

    Il fallait voir son enthousiasme, sa joie, sa détermination même de recommencer immédiatement l'exercice.

    Nous sommes montées trois fois. Elle était complètement exténuée, mais tellement contente.

    Mais revenons sur ce chemin Sainte-Anne. Après ce kilomètre, nous prenons à gauche et longeons une haie jusqu'à un pont... On regarde l'eau... Il fait chaud, ça donne envie de se rafraîchir.

    • Et si on rentrait par la rivière !

    • Non, non ! Elle me répond, mais avec déjà une étincelle dans l'oeil.

    Je traverse le pont et descends vers l'eau... Tiens, les bords sont raides... pas facile... Mais moi aussi, quand j'ai un idée, je renonce rarement... Laïla me suit prudemment.

    Et nous voilà dans l'eau... Un peu fraîche d'abord, cette eau de rivière, mais après, si bonne... Et là, une surprise nous attend. La Glâne a été assainie. Nous devons être à un mètre cinquante à deux mètres en-dessous du bord.

    Une colonie de libellules vit là. Des bleues, de ce bleu qui a des reflets verts et jaunes, comme moiré et d'un scintillement presque surnaturel que l'on se demande si ce ne sont pas des esprits de la nature, venus là nous donner un message particulier. Et puis des beiges, moins fastueuses mais tellement élégantes.

    Laïla est fascinée. Elle n'a jamais vu autant d'insectes, si grands, si grandioses. Les libellules nous observent, avec leurs grands yeux saillants, puis continuent leur vie de libellule, battant leurs quatre grandes ailes nervurées et transparentes avec grâce et vélocité.

    Ainsi, accompagnées de nos gardes du corps ailés, nous marchons dans la rivière, de l'eau jusqu'au milieu des jambes pour moi et jusqu'aux genoux pour Laïla. C'est une aventurière, cette petite, comme sa grand-mère... sa joie fait plaisir à voir...

    • On va remonter ?

    • D'accord...

    Mais voilà, les bords sont si raides à cet endroit que je ne suis pas capable de le faire. Il y a immédiatement du souci dans le regard de Laïla.

    • Ne t'inquiète pas, plus loin, ça ira...

    Et plus loin, nous sommes sorties de la rivière et rentrées à la maison.

    • Dessine les libellules, tu te souviens, elles sont tellement belles !

    • D'accord !

    Après quelques minutes, elle a réussi un dessin où les libellules volent joliment au-dessus d'un rivière. Mais quelques instants plus tard, je reviens et le dessin est barré plusieurs fois de grands traits noirs.

    • C'était nul !

    Et elle pleure de rage. Seigneur, encore une qui veut devenir parfaite...

    Je la prends dans mes bras ! Je la berce !

    • Oh ma petite Laïla, je t'aime !

    C'était en 2004 et elle avait cinq ans.

    Christiane Kolly – 21 juin 2011


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  • L'objet de mon amour est caché au fond d'un bois. Il sort la nuit, par un passage secret et exprime sa puissance, son désir de pénétrer le monde, mais pas trop loin, le monde est dangereux.

    Alors il retourne au fond des bois. Il se protège. Il a dû livrer bien des batailles. Il reste des traces, des déchirures. De ses blessures, à peine fermées, se perçoit encore la douleur. La cicatrisation prend son temps. C'est pour cela qu'il a mis autour de sa demeure plusieurs rangées d'obstacles et de barricades. Plus loin, il y a une forêt profonde avec de grands arbres qui, la nuit, ressemblent à des monstres aux airs de vieilles femmes folles. Le sol est couvert de ronces qui griffent celles qui tentent de s'approcher. Le terrain n'est pas plat, à chaque pas vous risquez de mettre le pied dans un trou et, alors que vous croyez y avoir échappé, vous trébuchez sur une racine qui voudrait bien voir le soleil.

    Moi, Merline, avec ma baguette magique, je peux transformer cette forêt en un petit chemin de campagne bordé d'un ruisseau où poussent des primevères au printemps. Aucun effet mon pouvoir, ce n'est pas mon chemin. C'est la vie de Merline, voir, sentir, avoir cette intuition et accepter de ne pas pouvoir y changer grand chose sans la volonté ou la permission de l'homme blessé.

    Par bonheur, il a laissé un passage pour les mots et les images, unidirectionnel la plupart du temps. Alors moi, Merline, je lui envoie un peu de baume, je fais des tentatives pour qu'il s'ouvre vraiment au monde, pour qu'il sorte du bois.

    Mais qui suis-je au fond, pour savoir ce qui fait son bonheur ? Il vit peut-être dans un havre de paix que je ne connais pas ? Serais-je simplement intéressée de le connaître, de le savoir ou de l'apaiser ?


    Théa d'Albertville
    Pully
    2 décembre 2011


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  • Elle a aujourd'hui 18 mois.

    Quand je suis arrivée, elle a d'abord été timide durant deux minutes, en regardant un peu le sol. Après, quand elle s'est laissée aller, quelle joie pour moi... Elle court et on dirait qu'il y a un petit ressort sous chacun de ses pieds qui la fait légèrement rebondir à chaque pas. Elle se lance dans mes bras avec une totale confiance. Elle se laisse embrasser, câliner, serrer, retourner et elle rit, elle rit de ce rire qui vous ouvre le coeur et y met du baume... de la vie pure, du bonheur pur, de la joie pure, de l'amour pur!

    Promenade au bord du lac Léman

    Nous marchons le long de la rive, là où un mur a été construit, haut d'un mètre, pour séparer le sol des quelques grosses pierres qui garnissent le rivage et se font laver, dans un mouvement éternel, par l'eau. Elle veut marcher sur le mur, mais pas trop, elle est déjà devenue prudente, souvenir de chutes! Ou alors c'est moi qui, en lui disant "attention, pas tomber, ça fait mal", lui rappelle ou lui suggère la prudence!

    Elle ramasse des feuilles mortes et c'est joli de voir qu'elle veut en garder beaucoup mais qu'à mesure qu'elle se baisse pour en ramasser, elle en perd d'autres.

    Plus loin, quelques arbustes et une petite plage de sable avec des canards, car nous sommes venues pour voir les canards... Et bien non, ce sont des mouettes... c'est bien aussi les mouettes! Elle n'arrive pas à dire, pour elle ce sont des "m'et"... Un peu plus tard un col vert nous fait l'honneur de son passage! On ramasse quelques pierres, pour les lancer dans l'eau et entendre le "plaf". Pauline, avec un énorme effort lance sa pierre à vingt centimètres d'elle... Alors je fais provision de pierres et on s'installe sur un petit rocher. Ma réserve ne fait pas long feu. Je crois entendre un "encore"... je ne peux pas la laisser seule sur ce rocher... alors c'est sous mon bras qu'elle se retrouve pour retourner aller chercher d'autres pierres et on recommence... C'est merveilleux comme les enfants peuvent aimer quelque chose de simple un long moment... encore et encore et encore des pierres... et encore des "plaf" dans l'eau...

    Nous prenons le chemin du retour, un petit sentier entre deux pentes et soudain, dans toute sa majesté, un cygne glisse sur l'eau et se dirige vers le rivage... Demi tour vers la plage! Avec prudence, nous approchons le palmipède. Lui aussi avec prudence vient vers nous! A un mètre, tout le monde s'arrête, il balance son long cou de gauche à droite, déploie ses ailes pour nous faire découvrir sa belle envergure, nous salue, se retourne et après quelques pas glisse à nouveau sur l'eau avec majesté. Pauline aurait voulu le toucher, j'ai préféré la retenir.

    Nous remontons vers notre sentier puis vers un autre mur, haut de cinquante centimètres... Pauline marche sur le mur, je lui donne la main... puis elle court, elle adore courir...

    Soudain, un écureuil est là, qui fait sa réserve, enfin c'est ce qu'on dit! Je mets un doigt devant ma bouche : chut! Et on regarde l'écureuil! Elle a une envie spontanée de courir vers l'écureuil pour le saluer, le toucher, le regarder... "Il va partir, attends". Et nous regardons jusqu'à ce qu'il décide de grimper dans son arbre...

    Pauline tend ses deux bras vers moi... la fatigue doit la gagner, elle frotte ses yeux et pose sa tête sur mon épaule! ça aussi c'est divin!

    Quelques mètres plus tard je suggère "tu marches" et je joins le geste à la parole... Là encore, sur le chemin du retour, elle s'arrête sur chaque fleur, piquet, chaîne... "la route c'est pour les voitures, le trottoir c'est pour nous"... et, malicieusement, elle met son petit pied à ras bord du trottoir et me regarde! "Non, la route c'est pour les voitures"... "d'a'c'or" et elle court vers moi! Pauline coquine... c'est son deuxième prénom m'a dit ma fille!


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